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Cenni storici
Le prime tracce dell’esistenza di
questo nobile aceto risalgono al 1046. Tra il
XII e il XIV secolo nascono le Corporazioni dei
Fabbricanti di Aceto a Modena e a Reggio Emilia
i cui affiliati erano tenuti a custodire
gelosamente il segreto della ricetta e del
procedimento di fabbricazione. Durante il
Rinascimento l’aceto balsamico compare spesso
sulle tavole degli Duchi d’Este ed era
componente essenziale per la dote delle giovani
spose appartenenti a famiglie nobili e agiate.
L’aggettivo “balsamico” compare per la prima
volta nel 1730 (l'anno in cui il Duca di Modena
fece dono a Lodovico Antonio Muratori, grande
storico e letterato vignolese, di una bottiglia
di aceto definendolo, appunto, "balsamico"), è
un'attribuzione che fa espresso riferimento alle
proprietà di un balsamo. Lo stesso Muratori
(Vignola 1672 – Modena 1750) descrive alcuni
rimedi a base di Aceto Balsamico come antidoto
contro la peste. Perciò non è un caso che la
farmacopea domestica abbia sempre considerato
questo aceto come un prodotto dalle ottime
qualità terapeutiche. È datata 1863 la
pubblicazione di Fausto Sensini che scrive che
nelle due province di Modena e Reggio Emilia “si
prepara da tempo antichissimo una particolare
qualità di aceto a cui le fisiche apparenze e
l’eccellenza dell’aroma fecero acquistare il
nome di Aceto Balsamico”. Con il passare del
tempo il prodotto acquisisce sempre più
estimatori nelle cucine internazionali e nei
gusti dei consumatori di tutto il mondo. La sua
diffusione è ancora in crescita ed è diventato
uno dei prodotti simbolo della cucina italiana
nel mondo, del made in Italy, dell’italian
style-life.
Produzione
L’aceto balsamico di Modena nasce dal
sapiente connubio delle seguenti materie prime:
aceto di vino, mosti concentrati e concentrati
cotti provenienti rigorosamente da uve tipiche
delle regione Emilia Romagna: Trebbiano,
Lambrusco e Sangiovese. Per uniformare il colore
viene aggiunta una piccola percentuale di
caramello. Tutte le materie prime debbono
rispettare i severi capitolati elaborati dal
Controllo Qualità della Ponti. Inoltre il
Laboratorio Centrale effettua tutti i controlli
chimico-fisici (densità, grado zuccherino,
contenuto di metalli…) e organolettici (sapore,
profumo, colore, assenza di difetti in genere)
al fine di ottenere un Aceto balsamico di Modena
di qualità.
ACETO DI VINO: si ottiene dalla
fermentazione dell’alcool contenuto nel vino che
viene trasformato in acido acetico. Tutti gli
Aceti balsamici di Modena Ponti vengono prodotti
con aceti di vino trasformati negli stabilimenti
del Gruppo, la cui qualità è sorvegliata dai
tecnici dei Laboratori di Processo e dal
Laboratorio Centrale.
MOSTO D’UVA
CONCENTRATO: il mosto ottenuto dalla
spremitura dell’uva viene messo in appositi
concentratori che, grazie al calore, fanno
evaporare la parte acquosa del mosto
concentrandolo. Questa operazione è eseguita in
recipiente chiuso e a bassa temperatura per
preservare gli aromi freschi e fruttati del
mosto d’uva. Le caratteristiche principali di
questo tipo di mosto sono il colore ambrato
scuro, il buon sapore zuccherino e gli aromi
fruttati di uva.
MOSTO D’UVA
CONCENTRATO E COTTO: il mosto, ottenuto
dalla spremitura dell’uva, viene concentrato
successivamente cotto raggiungendo temperature
elevate in modo che parte degli zuccheri
dell’uva vengano caramellizzati, ottenendo così
il tipico sapore. Le caratteristiche principali
di questo tipo di mosto sono il colore bruno
scuro, l’aroma complesso di caramello, frutta
cotta e caffè tostato. Attraverso la scelta dei
mosti migliori e variando la quantità delle due
qualità di mosto si possono ottenere differenti
qualità di Aceto Balsamico di Modena di base.
Ottenuto la qualità base desiderata si procede
alla maturazione, all’affinamento e
all’invecchiamento. In funzione del tempo che
l’Aceto Balsamico di Modena rimane nelle botti o
nei caratelli, il prodotto subisce delle
trasformazioni importanti a livello
organolettico arrivando a esprimere profumi e
sapori veramente unici.
Area di Produzione
La Ponti ha voluto creare un apposito
centro di produzione per l’Aceto Balsamico di
Modena dotandolo di tutto quanto è necessario
per ottenere il miglior prodotto possibile:
infatti nel 1991 acquisisce la Modenaceti
S.r.l., specializzata nella produzione di Aceto
Balsamico di Modena. Lo stabilimento è ubicato a
Vignola (in latino Vineola; deriva da vinea che
significa vigna) in provincia di Modena,
cittadina che vanta una tradizione plurisecolare
in questo campo. Enorme attenzione è stata
posta nell’allestimento dell’acetaia di
produzione e nella scelta dei rigorosi sistemi
di controllo della qualità: è stata creata una
cantina con botti di rovere con una capacità
totale di oltre 3 milioni di litri e un reparto
di caratelli (barriques) da 225 litri in rovere,
castagno e ciliegio, per un totale di 1.452
pezzi, pari a 326.700 litri; sono stati redatti
severi capitolati di acquisto delle materie
prime; i controlli sul processo e sul prodotto
sono eseguiti sia dal Laboratorio Interno di
Modenaceti che dal Laboratorio Centrale di
Qualità Ponti; il sistema di rintracciabilità
assicura tutta la produzione. Grazie al
suddetto sistema di rintracciabilità, partendo
dal lotto di produzione scritto sulla bottiglia,
si identificano tutte le fasi di lavorazione, la
singola botte o il caratello di invecchiamento,
le materie prime e i fornitori. Modenaceti è
iscritta al Consorzio Produzione Certificata
Aceto Balsamico di Modena che promuove
l’ottenimento dell’Indicazione Geografica
Protetta (I.G.P.) presso la CEE al fine di avere
il riconoscimento e la protezione di prodotto
tipico della tradizione italiana. Il Consorzio
si è dotato di un regolamento che rispetta in
toto quanto proposto per l’ottenimento della
I.G.P. e tutta la produzione e le fasi
dell’invecchiamento vengono controllate e
certificate dal CERMET, che è una società
certificatrice riconosciuta dallo Stato Italiano
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